UN POVERO STUDENTE UNIVERSITARIO PULÌ LA CASA DI UN’ANZIANA PER MESI SENZA MAI ESSERE PAGATO… DOPO CHE LEI MORÌ, APRÌ UNA LETTERA E RIMASE PARALIZZATO Mi chiamo Diego. Ho 21 anni, sono uno studente universitario al terzo anno a Guadalajara e, come molti studenti squattrinati che cercano di sopravvivere, accettavo qualunque lavoretto part-time riuscissi a trovare. Ripetizioni. Turni in caffetteria. Trasportare scatole. Fare commissioni. Qualsiasi cosa che mi aiutasse a restare a scuola e a mettere qualcosa in tavola.

Le tenevo compagnia nell’ultimo capitolo della sua vita.

Poi un giorno, morì.

E pensai che quella fosse la fine della storia.

Pensai che tutto il tempo, lo sforzo e il lavoro non pagato sarebbero svaniti con lei.

Ma dopo il funerale, qualcuno mi consegnò una singola lettera che lei aveva lasciato.

Il mio nome era scritto sul davanti.

L’aprii aspettandomi delle scuse.

parte2

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