O così Breanna Sloane aveva sempre creduto. Breanna era in piedi vicino all’ombra, con il figlio Mason di cinque anni stretto alla sua gamba. Erano andati a prendere un gelato e una boccata d’aria fresca, una piccola fuga dal peso delle bollette e dai turni serali che lei faceva al ristorante. Mason teneva il suo gelato all’amarena come fosse un gioiello prezioso, con lo sciroppo rosso che gli colava lungo il polso.
Fissava la fontana e disse, con una quieta intensità: «Mamma. È lì. Il bambino dei miei sogni».
Breanna pensò che si riferisse a uno degli artisti di strada. Sorrise dolcemente e seguì il suo sguardo. «Quale bambino, tesoro. Qualcuno che conosci all’asilo?»
Mason scosse la testa. «No. Era nella tua pancia con me. L’ho visto prima di nascere».
Quelle parole fecero crollare qualcosa dentro di lei, come un quadro che cade dalla parete. Sentì il fiato mancarle. «Tesoro, di cosa stai parlando? Non è così che funzionano le cose».
Mason le lasciò la mano e indicò. Lo sguardo di Breanna scivolò verso la base della fontana, dove un bambino di circa la stessa età era accovacciato davanti a una scatola di cartone piena di ninnoli. I suoi vestiti erano logori e le scarpe quasi bucate sulle punte. I capelli gli si arricciavano intorno alle orecchie e brillavano di riflessi ramati sotto la luce del sole. E il suo viso.
Il cuore di Breanna sussultò. La somiglianza con Mason era immediata e sbalorditiva. La stessa linea morbida della mascella, le stesse sopracciglia, la stessa inclinazione curiosa della testa. Persino il modo in cui si mordeva il labbro inferiore mentre contava gli spiccioli ricordava qualcosa che vedeva fare a Mason ogni mattina mentre si concentrava per allacciarsi le scarpe.
Un ricordo balenò nella mente di Breanna. La stanza dell’ospedale. Le aspre lampade fluorescenti. Le voci che si confondevano intorno a lei mentre l’anestesia la trascinava a fondo. La sensazione di vuoto vicino alle costole al suo risveglio, che non era mai riuscita a spiegarsi. Si era sempre detta che era la confusione post-parto. Quel ricordo era un fantasma che si era rifiutata di inseguire.