„MAMMA… LUI ERA NELLA TUA PANCIA CON ME…“ HA DETTO IL BAMBINO, INDICANDO UN BAMBINO DALLA STRADA „Mamma… lui era nella tua pancia con me“, ha detto Mejson con una sicurezza che non si addiceva al suo corpo di cinque anni, indicando verso la fontana nella piazza principale di Sekvoja Park Plaze.

«MAMMA… LUI ERA NELLA TUA PANCIA CON ME…» DISSE IL RAGAZZO, INDICANDO UN BAMBINO DI STRADA

«Mamma… lui era nella tua pancia con me», disse Mejson con una sicurezza che non si addiceva al suo corpo di cinque anni, indicando la fontana nella piazza principale di Sekvoja Park Plaze.

Breana Sloun sentì l’aria fermarsi nel petto. Strinse la piccola mano di suo figlio, come se il mondo potesse strapparglielo con un solo gesto, e seguì la direzione di quel minuscolo dito. Là, tra i venditori di palloncini e il tubare dei piccioni, un bambino a piedi nudi offriva caramelle da una scatola di cartone. La camicia era macchiata, i pantaloncini strappati, e la pelle bruciata dal sole… ma ciò che inchiodò Breana sul posto non furono né i vestiti, né l’evidente povertà.

Era il viso. Riccioli castani, la stessa forma delle sopracciglia, la stessa linea del naso, la stessa abitudine di mordersi il labbro inferiore mentre si concentrava. E sul mento, un piccolo neo… identico a quello di Mejson.

«È lui», insistette Mejson, tirandola dolcemente per la blusa. «Il bambino dei miei sogni. Giochiamo lontano. Mamma… era con te… con me.»

Breana deglutì a fatica. Per un secondo sentì il tempo piegarsi, riportandola in una stanza bianca con luci sul soffitto e voci che echeggiavano in lontananza, come se parlassero sott’acqua. Un ricordo frammentato, una strana sensazione che aveva sempre represso. Per anni si era detta che erano stati nervi del parto, che la mente si inventa le cose. Ma ora… ora stavano l’uno di fronte all’altro, guardandosi come se si fossero ritrovati dopo una vita vissuta separati.

«Mejson, non dire sciocchezze», mormorò, cercando di sembrare decisa. Non ci riuscì. La voce le si spezzò. «Andiamo.»

«No, mamma. Io lo conosco.»

Mejson le lasciò la mano e corse. Breana voleva gridare che tornasse, ma le parole le restarono in gola. Il bambino di strada alzò lo sguardo proprio quando Mejson arrivò. Per un momento si osservarono in silenzio, come se riconoscessero qualcosa che nessun altro poteva vedere.

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