Una fredda, assoluta lucidità mi ha travolto. La foschia frizzante del ricevimento di nozze è evaporata, sostituita da un’adrenalina improvvisa e ghiacciata. Ho attraversato la stanza in tre lunghi passi, con la mia veste di seta che frusciava aggressivamente contro il legno duro.
“Sei ferito?” Ho chiesto, prendendo la tremante spalla di Evelyn.
I suoi occhi, larghi e vitrei, si riempirono all’istante di lacrime. Ma prima che le mie dita potessero spazzolare il suo scialle di seta, Harold entrò sul mio cammino, un solido muro di lana italiana su misura e arroganza patriarcale.
“Questa è una questione di famiglia privata, ha avvertito Claire,” Harold, con la voce bassa e rimbombante.
“Mi sono sposato con questa famiglia esattamente tre ore fa,” ho risposto, sollevando il mento per incontrare il suo bagliore. “Questo lo rende mio.”
La mano di Daniel si è stretta sul mio avambraccio nudo, la sua presa si è ammaccata. “Claire. Fermare. Lascialo andare.”